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giovedì 13 febbraio 2014

La Badoglieide




Queste strofe vennero composte da un gruppo di partigiani della Quarta Banda, tra cui Dante Livio Bianco e Nuto Revelli, alle Grange di Narbone (Cuneo) nell'aprile 1944.
La musica si compone di due temi di origine distinta. Le strofe in italiano sono adattate all'aria della canzone entrata nel repertorio goliardico "E non vedi che sono toscano". Il ritornello in piemontese appartiene alla tradizione locale.
Per il contenuto antisabaudo e antibadogliano queste strofe vennero cantate, con alcune modifiche, anche da reparti militari fascisti, a dimostrazione del carattere popolare della canzone che viene riadattata e piegata anche a contenuti ben diversi da quelli espressi dall'autore.

''In una brevissima pausa del grosso rastrellamento dell'aprile 1944 (nella notte tra il 25 e il 26), in una baita d'una localita' vicino a Narbona, tra le valli Grana e Maira, otto o nove partigiani della quarta banda giustizia e liberta' (II settore), parlano, accennano ad un motivo, cantano (sono Ivanoe Bellino, Alberto e Livio Bianco, Nino Monaco, Nuto Revelli e altri). Sul motivo molto orecchiabile della canzone E non vedi che sono toscano, nasce la prima strofa, poi, in collaborazione collettiva, le altre e tutta la canzone. (Ricordi e testimonianza di Revelli.)''

(L. Mercuri C. Tuzzi ''Canti politici italiani 1793-1945'' Editori Riuniti, 1962)

''Il giorno 8 aprile il pretore di Ravenna ha emesso decreto penale di condanna contro il giovane cantante Antonio Ricci di Villanova di Bagnacavallo. Il fatto si collega al recital sulla Resistenza che il Ricci, assieme al dicitore Enzo Fabbri di Mezzano, allestì verso la fine dello scorso anno in numerose località della Romagna. Nel settembre il recital andò in scena nella frazione di San Pietro in Campiano, ma suscitò le vivaci reazioni del maresciallo dei carabinieri allorché il Ricci cantò la notissima Badoglieide di cui esiste un regolare disco commerciale. Il Ricci e' stato condannato a pagare 10 mila lire.''

(articolo dell'Unita', sabato 9 aprile 1966)

Grazzano è il paese natale di Badoglio, in cui il generate si era ritirato a vita privata dopo le sue dimissioni. La musica è stata in seguito adottata più volte nelle canzoni di fabbrica; l'ultima strofa, in particolare, con i nomi cambiati, torna in tutte le versioni.

(note tratte da Voci di mezzo)

Sull'adozione de "La Badoglieide" anche da parte di alcuni repubblichini di Salò, si legge ne "I canti di Salò" di Giacomo De Marzi:

[...] Il contenuto del canto è fortemente antimonarchico e una satira feroce aggredisce l’operato di Pietro Badoglio in alcune sequenze suggestive ed eloquenti nella loro asciuttezza: «Ti ricordi la fuga ingloriosa/ Con il re verso terre sicure?/ Siete proprio due losche figure/ Meritate la fucilazion…». Queste rime, il cui livello di cultura e di gusto è molto alto, fecero convergere verso il canto anche l’attenzione dei fascisti “repubblicani” che lo adottarono con grande entusiasmo, dopo pochi e necessari lavacri: per esempio i versi «Ti ricordi la guerra di Francia/ Che l’Italia copriva d’infamia» vennero cambiati in «Che l’Italia portava in battaglia»; scomparve anche il nome di Enrico Adami Rossi, il generale che l’8 settembre consegnò con grande solerzia la città di Torino ai tedeschi; inoltre il riferimento «All’amor di Petacci» venne sostituito da quello «All’amor dei gerarchi»; infine, quando il canto partigiano parlò di «Fascisti e vecchi cialtroni», il canto “repubblicano” optò per «Monarchici e vecchi cialtroni», con la cancellazione anche di altri riferimenti men che rispettosi alla «Camicia che non è più nera». Queste piccole operazioni di lavanderia non tolsero al canto la sua efficacia di raccontare e di descrivere il curriculum vitae del “Maresciallo d’Italia” Pietro Badoglio; i fascisti “repubblicani”, quindi, s’impossessarono con grande velocità del sarcasmo nato dalla penna dei partigiani Nuto Revelli e Livio Bianco, delle comuni analogie, delle allusioni e della medesima dimensione etico-politica. Insomma siamo di fronte ad un canto – più “colto” che “popolare” – che con una certa naturalezza entrò a far parte dell’innodia della “repubblica” di Salò.

tratto da Canzoni contro la guerra


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