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domenica 25 agosto 2013

UN SALUTO RESISTENTE A FEDERICO VINCENTI


E’ morto a 91 anni Federico Vincenti

A Udine, era uno dei leader storici del movimento partigiano in Friuli, nonchè presidente dell’Anpi provinciale dal 1964. Era stato ricoverato venerdì notte
    UDINE. E’ morto Federico Vincenti, uno dei leader storici del movimento partigiano in Friuli, nonchè presidente dell’Anpi (associazione nazionale partigiani italiani)provinciale dal 1964.
    E’ spirato nella notte dopo che venrdì era stato ricoverato in ospedale a Udine. Aveva 91 anni, essendo nato l’11 gennaio 1922.
    Quella di Vincenti è stata una vita dedicata interamente alla lotta per la libertà e alla difesa del movimento partigiano e dei suoi valori. Una vita avventurosa come poche, contrassegnata dal rifiuto di ogni ingiustizia e prevaricazione.
    All’inizio della Seconda guerra mondiale, Federico Vincenti, diciottenne, fu imbarcato nella torpediniera Sirtori come sottocapo meccanico. La nomina era frutto della sua preparazione professionale, conseguita prima come studente dell’istituto Zanon (allora con sede in piazza Garibaldi) e poi al corso biennale a Venezia per meccanici della Marina militare.
    Il Sirtori, di base a Tripoli, era utilizzato come cacciasommergibili, scorta convogli e per il soccorso dei naufraghi della Marina italiana purtroppo numerosi nel Mediterraneo. Nella primavera del ’43, il Sirtori, proveniente da Biserta, era ancorato al porto di Taranto e l’equipaggio in libera uscita era sparso per la città.
    Un gruppo, con Vincenti, entrò in un locale pubblico in cui c’erano dei militari tedeschi che volevano cacciarli, perché consideravano quello «il loro locale». Ne nacque una rissa, poi i marinai rientrarono a bordo, ma furono tutti arrestati per «disobbedienza e insubordinazione» e rilasciati dopo qualche mese in attesa di processo.
    Dopo la liberazione del Sud, quei marinai, antitedeschi nell’animo, come si è visto, erano pronti all’azione contro i nuovi nemici.
    Sbarcato a Lissa, Vincenti entrò a far parte della marina partigiana, una flottiglia di barche armate che, navigando furtive tra le isole della Dalmazia, attaccavano con tattiche di guerriglia imbarcazioni tedesche e presidi.
    Per l’attività nella seconda guerra mondiale Vincenti è stato decorato di tre Croci di guerra e del Distintivo d’argento «per lunga navigazione in acque nemiche imbarcato su siluranti» dal ministero della Difesa italiano e insignito dell’ordine della Fratellanza e Unità con serto d’oro dalla Repubblica jugoslava.
    Inoltre, fu nominato membro d’onore dell’Association française d’anciens volontaires et resistents garibaldiens. Rientrò in Italia alla fine del ’45 insieme alla compagna della sua vita, Anna Jurinic, partigiana conosciuta durante la guerra, morta due mesi fa.
    Si iscrisse all’Anpi, Associazione alla quale dedicò la vita e della quale era presidente di Udine ininterrottamente dal 1964 (in precedenza ne è stato segretario provinciale).
    Ha svolto importanti funzioni anche nell’Anpi nazionale (come membro del Comitato nazionale e vice-presidente fino al 2010) che rappresentò anche, come capodelegazione, alla celebrazione a Mosca del 25esimo anniversario della liberazione d’Europa dal nazi-fascismo.
    Il compito principale dell’Anpi, dopo la fine della guerra fredda, divenne quello della custodia della memoria e del bagaglio di valori della Resistenza, un impegno di grande valore civile.

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