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mercoledì 21 gennaio 2015

Festa D'Aprile

"Divertente" canzone composta da Sergio Liberovici e Franco Antonicelli nel 1948, elaborando i testi degli stornelli che venivano mandati in onda dall'emittente partigiana Radio Libertà (che trasmetteva da Sala Biellese)



E' già da qualche tempo che i nostri fascisti si fan vedere poco e sempre più tristi, hanno capito forse, se non son proprio tonti, che sta arrivare la resa dei conti. Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia per conquistare la pace, per liberare l'Italia; scendiamo giù dai monti a colpi di fucile; evviva i partigiani! è festa d'Aprile. Nera camicia nera, che noi abbiam lavata, non sei di marca buona, ti sei ritirata; si sa, la moda cambia quasi ogni mese, ora per il fascista s'addice il borghese. Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia... Quando un repubblichino omaggia un germano alza il braccio destro al saluto romano. ma se per caso incontra partigiani per salutare alza entrambe le mani. Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia... In queste settimane, miei cari tedeschi, maturano le nespole persino sui peschi; l'amato Duce e il Fuhrer ci davano per morti ma noi partigiani siam sempre risorti. Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia... Ma è già da qualche tempo che i nostri fascisti si fan vedere spesso, e non certo tristi; forse non han capito, e sono proprio tonti, che sta per arrivare la resa dei conti. Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...


giovedì 18 dicembre 2014

Free Nelson Mandela



Liberate Nelson Mandela 
Liberate, Liberate, Liberate Nelson Mandela 
Liberate Nelson Mandela
Ventuno anni in prigionia
Le sue scarpe sono troppo piccole per i suoi piedi
Il suo corpo ha subito abusi, ma la sua mente è ancora libera
Siete così ciechi da non riuscire a vedere?

Dico Liberate Nelson Mandela 

Vi sto implorando
Liberate Nelson Mandela 

Ha perorato le cause dell'ANC [African National Congress]

Solo un uomo in un grande esercito
Siete così ciechi da non riuscire a vedere?
Siete così sordi da non riuscire ad udire il suo appello?

Liberate Nelson Mandela 

Vi sto implorando Liberate Nelson Mandela 

Ventuno anni in prigionia 

Siete così ciechi da non riuscire a vedere?
Siete così sordi da non riuscire ad udire?
Siete così stolti da non riuscire a parlare?

Dico Liberate Nelson Mandela 

Vi sto implorando
Oh, Liberate Nelson Mandela, liberate
Nelson Mandela vi sto implorando
implorando, Vi prego, liberate Nelson Mandela
liberate Nelson Mandela 
Ve lo sto dicendo, dovete liberare Nelson Mandela

Free Nelson Mandela


Homeless



Nel 1984, cercando ispirazione in seguito al fallimento di critica e commerciale dell'album Hearts and Bones, Paul Simon rimase affascinato da una cassetta che suonava regolarmente in macchina, una compilation di gruppi sudafricani chiamata Accordion Jive Hits, II.Nel 1985, presi dei contatti grazie all'etichetta discografica con alcuni gruppi locali, Simon volò in Sudafrica.
Era un momento critico per il paese. Il regime dell'apartheid era in una delle fasi più dure. Le Nazioni Unite avevano approvato sanzioni economiche e un boicottaggio culturale.
la sua operazione gli permise non solo di sfornare il capolavoro ineguagliato della sua carriera, ma anche di far conoscere al mondo la musica nera sudafricana e di dimostrare il potere dell'espressione artistica di superare l'oppressione politica, e l'abilità degli artisti di diversissime culture ed esperienze di riuscire a trovare una voce comune per comunicare. Graceland fu anche criticato per non avere dei testi esplicitamente impegnati, anzi in molte canzoni stupiva l'accostamento tra le musiche africane e i testi surreali e spiccatamente newyorchesi dell'artista americano. Comunque al tour africano seguito alla pubblicazione dell'album, parteciparano - oltre ai musicisti che avevano registrato la versione in studio - anche i celebri esiliati Miriam Makeba e Hugh Masekela.
Tuttavia anche nell'album c'è un testo che, anche se non esplicitamente, racconta le sofferenze del popolo sudafricano ed è la traccia più particolare e più “africana” dell'album, “Homeless”. Si tratta di una lunga composizione eseguita completamente a cappella.
L'incredibile gruppo che accompagna Paul Simon in questo pezzo cantando le parti in zulu si chiama Ladysmith Black Mambazo, che significa “Il martello nero di Ladysmith”, una township sulla costa orientale del Sud Africa. Simon li aveva visti in un documentario (Rhythm of Resistance: The Music of South Africa) sull'uso della musica nella resistenza all'apartheid.
Secondo il libretto dell'album, Simon spedì a Joseph Shabalala, il leader del gruppo, un provino in cui cantava "We are homeless/ Moonlight sleeping on a midnight lake," e chiese al musicista sudafricano di continuare la storia in zulu e di aggiungere tutte le variazioni melodiche e ritmiche che credeva.
Il testo, che alterna le lingue zulu e inglese, descrive l'esperienza del gruppo di essere senza casa nel loro stesso paese, per le violenze e le deportazioni subite dai neri sudafricani sotto il “vento forte” del governo dell'Apartheid.
L'introduzione è basata su una canzone nuziale tradizionale zulu, ma il testo è stato riscritto. Nella versione incisa su Graceland recita “Ehi, Signore, dormiamo su una rupe”.
"Homeless, homeless," ribadisce la canzone. Questo potrebbe descrivere letteralmente la condizione dei senzatetto e della povertà delle township sudafricane. O più in generale potrebbe parlare della condizione di una popolazione sottomessa all'apartheid, esiliata nella sua stessa terra. Ricordiamo che nel Sudafrica razzista la popolazione nera era stata forzatamente trasferita nelle cosiddette "township" (la più famosa è Soweto - contrazione di South Western Township - alla periferia di Johannesburg).
"Moonlight sleeping on a midnight lake." come magra consolazione di non avere un tetto, l'homeless si gode lo spettacolo della luce della luna che si specchia su un lago a mezzanotte. Inoltre, la labilità della luce sull'acqua, visibile ma inconsistente, potrebbe simboleggiare le difficoltà dei protagonista..
I versi successivi potrebbero benissimo essere pronunciati da qualcuno che si ritrova senza tetto “Cuore mio / Il freddo mi ha già ucciso”, dove il freddo potrebbe essere letterale, o figurato a rappresentare l'esclusione dalla società sudafricana della popolazione nera.
Le parole "somandla angibulele mama” dovrebbero significare “Dio onnipotente sta dormendo / riposando, mamma”, come se anche Dio li avesse abbandonati nella lotta. Mamma non è da intendersi letteralmente: nella cultura africana qualsiasi donna anziana viene chiamata Mamma.
“I forti venti distruggono le nostre case/Molti morti, stasera potresti essere tu”. L'apartheid ha distrutto le case e la patria dei Sudafricani, portandoli all'isolamento, alla povertà e alla morte. E non pensare che non possa succedere anche a “te”, che “tu” viva in un'altra città del Sudafrica, del continente, o del pianeta.
La sezione “Somebody say...” è basata su un'altra canzone di Ladysmith che era piaciuta a Paul Simon, che ha riscritto il testo in inglese. I versi chiedono sia aiuto “Somebody sing, 'Hello!'” che resistenza: “Somebody cry, Why, Why, Why?”
La canzone vera e propria è ora finita, e il gruppo si concede un momento di autoincensamento per aver registrato questa canzone nei mitici Abbey Road studios di Londra, dove avevano lavorato anche i Beatles. “Siamo i vincitori/abbiamo conquistato l'Inghilterra”.
Il finale è una classica chiusa per le canzoni di Ladysmith Black Mambazo e si potrebbe tradurre come “Abbiamo il piacere di annunciare all'intera nazione che noi siamo i migliori a cantare in questo stile”, dove lo stile è lo isicathamiya, simile allo spiritual diffuso negli Stati Uniti.

Riguardo al significato della canzone, Joseph Shabalala ha detto, “Siamo lontani da casa e dormiamo. I nostri pugni sono i nostri cuscini”

mercoledì 24 settembre 2014

Nkosi Sikelel' iAfrika




Nkosi Sikelel' iAfrika/Die Stem van Suid-Afrika è l'inno nazionale del Sudafrica dal 1997. È composto dall'unione di due precedenti inni: Nkosi Sikelel' iAfrika e Die Stem van Suid-Afrika. Il primo (il cui titolo, in lingua xhosa, significa "Dio protegga l'Africa") fu composto nel 1897 dal sudafricano Enoch Sontonga (ca. 1873 - 1905), e dal 1925 fu l'inno dell'African National Congress (ANC). Il secondo (il cui titolo, in afrikaans, significa "Il richiamo del Sudafrica") fu composto nel 1918 da C. J. Langenhoven, e fu prima il secondo inno della colonia sudafricana dal 1936 al 1957 , per poi diventare inno nazionale tra il 1957 e il 1994 (sebbene non venne più eseguito ufficialmente dopo il 1991 perché ritenuto simbolo dell'Apartheid). Tra il 1994 e il 1997 Nkosi Sikelel' iAfrica venne affiatato a Die Stem come secondo inno nazionale; nel 1997l'African National Congress accorpò una strofa di Die Stem a Nkosi Sikelel' iAfrica, creando così il nuovo inno ibrido tuttora in uso.

da Nkosi Sikelel' iAfrika:

Nkosi sikelel' iAfrika
Maluphakanyisw' uphondo lwayo,
Yizwa imithandazo yethu,
Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo.
(xhosa e zulu)
Morena boloka setjhaba sa heso,
O fedise dintwa le matshwenyeho,
O se boloke, O se boloke setjhaba sa heso,
Setjhaba sa South Afrika - South Afrika.
da Die Stem:
Uit die blou van onse hemel,
Uit die diepte van ons see,
Oor ons ewige gebergtes,
Waar die kranse antwoord gee,
Sounds the call to come together,
And united we shall stand,
Let us live and strive for freedom,
In South Africa our land.
Dio benedica l’Africa
possa la sua gloria innalzarsi
ascolta la nostra richiesta
Dio, benedici noi, i tuoi bambini.
Dio, ti chiediamo di proteggere il nostro paese
intervieni e poni fine a tutti i conflitti
proteggici, proteggi il nostro paese,
proteggi il Sudafrica, Sudafrica
Dal blu dei nostri cieli
dalle profondità dei nostri oceani
sulle nostre eterne montagne
dove risuona l'eco fra le rocce
risuona il richiamo a unirci
e uniti saremo forti
lasciaci vivere e combattere per la libertà
in Sudafrica, nella nostra terra.