Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione, è una festa importante per noi che abbiamo a cuore la democrazia, l’antifascismo e la Costituzione. Per questo al circolo ARCI Mis(s)kappa e all'ANPI di Udine è venuta l’idea di costituire un “Coro Popolare della Resistenza”, un coro in cui si canteranno le canzoni che accompagnavano i partigiani sui monti, quelle che hanno cantato i nostri nonni.
Cerca nel blog
martedì 23 dicembre 2014
giovedì 18 dicembre 2014
Free Nelson Mandela
Liberate Nelson Mandela
Liberate, Liberate, Liberate Nelson Mandela
Liberate Nelson Mandela
Ventuno anni in prigionia
Le sue scarpe sono troppo piccole per i suoi piedi
Il suo corpo ha subito abusi, ma la sua mente è ancora libera
Siete così ciechi da non riuscire a vedere?
Dico Liberate Nelson Mandela
Vi sto implorando
Liberate Nelson Mandela
Ha perorato le cause dell'ANC [African National Congress]
Solo un uomo in un grande esercito
Siete così ciechi da non riuscire a vedere?
Siete così sordi da non riuscire ad udire il suo appello?
Liberate Nelson Mandela
Vi sto implorando Liberate Nelson Mandela
Ventuno anni in prigionia
Siete così ciechi da non riuscire a vedere?
Siete così sordi da non riuscire ad udire?
Siete così stolti da non riuscire a parlare?
Dico Liberate Nelson Mandela
Vi sto implorando
Oh, Liberate Nelson Mandela, liberate
Nelson Mandela vi sto implorando
implorando, Vi prego, liberate Nelson Mandela
liberate Nelson Mandela
Ve lo sto dicendo, dovete liberare Nelson Mandela
Homeless
Nel 1984,
cercando ispirazione in seguito al fallimento di critica e commerciale
dell'album Hearts and Bones, Paul Simon rimase affascinato da una cassetta che
suonava regolarmente in macchina, una compilation di gruppi sudafricani
chiamata Accordion Jive Hits, II.Nel 1985, presi dei contatti grazie
all'etichetta discografica con alcuni gruppi locali, Simon volò in Sudafrica.
Era un
momento critico per il paese. Il regime dell'apartheid era in una delle fasi
più dure. Le Nazioni Unite avevano approvato sanzioni economiche e un
boicottaggio culturale.
la sua
operazione gli permise non solo di sfornare il capolavoro ineguagliato della
sua carriera, ma anche di far conoscere al mondo la musica nera sudafricana e
di dimostrare il potere dell'espressione artistica di superare l'oppressione
politica, e l'abilità degli artisti di diversissime culture ed esperienze di
riuscire a trovare una voce comune per comunicare. Graceland fu anche criticato
per non avere dei testi esplicitamente impegnati, anzi in molte canzoni stupiva
l'accostamento tra le musiche africane e i testi surreali e spiccatamente
newyorchesi dell'artista americano. Comunque al tour africano seguito alla
pubblicazione dell'album, parteciparano - oltre ai musicisti che avevano
registrato la versione in studio - anche i celebri esiliati Miriam Makeba e
Hugh Masekela.
Tuttavia
anche nell'album c'è un testo che, anche se non esplicitamente, racconta le
sofferenze del popolo sudafricano ed è la traccia più particolare e più
“africana” dell'album, “Homeless”. Si tratta di una lunga composizione eseguita
completamente a cappella.
L'incredibile
gruppo che accompagna Paul Simon in questo pezzo cantando le parti in zulu si
chiama Ladysmith Black Mambazo, che significa “Il martello nero di Ladysmith”,
una township sulla costa orientale del Sud Africa. Simon li aveva visti in un
documentario (Rhythm of Resistance: The Music of South Africa) sull'uso della
musica nella resistenza all'apartheid.
Secondo il
libretto dell'album, Simon spedì a Joseph Shabalala, il leader del gruppo, un
provino in cui cantava "We are homeless/ Moonlight sleeping on a midnight
lake," e chiese al musicista sudafricano di continuare la storia in zulu e
di aggiungere tutte le variazioni melodiche e ritmiche che credeva.
Il testo,
che alterna le lingue zulu e inglese, descrive l'esperienza del gruppo di
essere senza casa nel loro stesso paese, per le violenze e le deportazioni
subite dai neri sudafricani sotto il “vento forte” del governo dell'Apartheid.
L'introduzione
è basata su una canzone nuziale tradizionale zulu, ma il testo è stato
riscritto. Nella versione incisa su Graceland recita “Ehi, Signore, dormiamo su
una rupe”.
"Homeless,
homeless," ribadisce la canzone. Questo potrebbe descrivere letteralmente
la condizione dei senzatetto e della povertà delle township sudafricane. O più
in generale potrebbe parlare della condizione di una popolazione sottomessa
all'apartheid, esiliata nella sua stessa terra. Ricordiamo che nel Sudafrica
razzista la popolazione nera era stata forzatamente trasferita nelle cosiddette
"township" (la più famosa è Soweto - contrazione di South Western
Township - alla periferia di Johannesburg).
"Moonlight
sleeping on a midnight lake." come magra consolazione di non avere un
tetto, l'homeless si gode lo spettacolo della luce della luna che si specchia
su un lago a mezzanotte. Inoltre, la labilità della luce sull'acqua, visibile
ma inconsistente, potrebbe simboleggiare le difficoltà dei protagonista..
I versi
successivi potrebbero benissimo essere pronunciati da qualcuno che si ritrova
senza tetto “Cuore mio / Il freddo mi ha già ucciso”, dove il freddo potrebbe
essere letterale, o figurato a rappresentare l'esclusione dalla società sudafricana
della popolazione nera.
Le parole
"somandla angibulele mama” dovrebbero significare “Dio onnipotente sta
dormendo / riposando, mamma”, come se anche Dio li avesse abbandonati nella
lotta. Mamma non è da intendersi letteralmente: nella cultura africana
qualsiasi donna anziana viene chiamata Mamma.
“I forti
venti distruggono le nostre case/Molti morti, stasera potresti essere tu”.
L'apartheid ha distrutto le case e la patria dei Sudafricani, portandoli
all'isolamento, alla povertà e alla morte. E non pensare che non possa
succedere anche a “te”, che “tu” viva in un'altra città del Sudafrica, del
continente, o del pianeta.
La sezione
“Somebody say...” è basata su un'altra canzone di Ladysmith che era piaciuta a
Paul Simon, che ha riscritto il testo in inglese. I versi chiedono sia aiuto
“Somebody sing, 'Hello!'” che resistenza: “Somebody cry, Why, Why, Why?”
La canzone
vera e propria è ora finita, e il gruppo si concede un momento di
autoincensamento per aver registrato questa canzone nei mitici Abbey Road
studios di Londra, dove avevano lavorato anche i Beatles. “Siamo i vincitori/abbiamo
conquistato l'Inghilterra”.
Il finale è
una classica chiusa per le canzoni di Ladysmith Black Mambazo e si potrebbe
tradurre come “Abbiamo il piacere di annunciare all'intera nazione che noi
siamo i migliori a cantare in questo stile”, dove lo stile è lo isicathamiya,
simile allo spiritual diffuso negli Stati Uniti.
Riguardo al
significato della canzone, Joseph Shabalala ha detto, “Siamo lontani da casa e
dormiamo. I nostri pugni sono i nostri cuscini”
mercoledì 24 settembre 2014
Nkosi Sikelel' iAfrika
Nkosi Sikelel' iAfrika/Die
Stem van Suid-Afrika è l'inno
nazionale del Sudafrica dal 1997. È composto
dall'unione di due precedenti inni: Nkosi Sikelel' iAfrika e Die Stem van Suid-Afrika. Il primo
(il cui titolo, in lingua xhosa, significa "Dio protegga
l'Africa") fu composto nel 1897 dal sudafricano Enoch
Sontonga (ca. 1873 - 1905), e dal 1925 fu l'inno dell'African National Congress (ANC). Il
secondo (il cui titolo, in afrikaans, significa "Il richiamo del Sudafrica") fu
composto nel 1918 da C. J. Langenhoven, e fu
prima il secondo inno della colonia sudafricana dal 1936 al 1957 , per poi
diventare inno nazionale tra il 1957 e il 1994 (sebbene non venne più eseguito ufficialmente dopo
il 1991 perché ritenuto simbolo dell'Apartheid).
Tra il 1994 e
il 1997 Nkosi Sikelel' iAfrica venne
affiatato a Die Stem come
secondo inno nazionale; nel 1997l'African National Congress accorpò una
strofa di Die Stem a Nkosi Sikelel' iAfrica, creando così
il nuovo inno ibrido tuttora in uso.
da Nkosi Sikelel' iAfrika:
Nkosi sikelel' iAfrika
Maluphakanyisw' uphondo lwayo, Yizwa imithandazo yethu, Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo. |
|
Morena boloka setjhaba sa heso,
O fedise dintwa le matshwenyeho, O se boloke, O se boloke setjhaba sa heso, Setjhaba sa South Afrika - South Afrika. |
(sesotho)
|
da Die Stem:
Uit die blou van onse hemel, Uit die diepte van ons see, Oor ons ewige gebergtes, Waar die kranse antwoord gee, |
|
Sounds the call to come
together,
And united we shall stand, Let us live and strive for freedom, In South Africa our land. |
(Inglese)
|
Dio benedica l’Africa
possa la sua gloria innalzarsi
ascolta la nostra richiesta
Dio, benedici noi, i tuoi bambini.
possa la sua gloria innalzarsi
ascolta la nostra richiesta
Dio, benedici noi, i tuoi bambini.
Dio, ti chiediamo di proteggere il nostro paese
intervieni e poni fine a tutti i conflitti
proteggici, proteggi il nostro paese,
proteggi il Sudafrica, Sudafrica
intervieni e poni fine a tutti i conflitti
proteggici, proteggi il nostro paese,
proteggi il Sudafrica, Sudafrica
Dal blu dei nostri cieli
dalle profondità dei nostri oceani
sulle nostre eterne montagne
dove risuona l'eco fra le rocce
dalle profondità dei nostri oceani
sulle nostre eterne montagne
dove risuona l'eco fra le rocce
risuona il richiamo a unirci
e uniti saremo forti
lasciaci vivere e combattere per la libertà
in Sudafrica, nella nostra terra.
e uniti saremo forti
lasciaci vivere e combattere per la libertà
in Sudafrica, nella nostra terra.
martedì 16 settembre 2014
Shosholoza
Shosholoza è un brano musicale tradizionale sudafricano,
originario della Rhodesia. Il titolo è una parola zulu che
significa "andare avanti" o "fare spazio al prossimo", e
allo stesso tempo ricorda onomatopeicamente il fischio del treno a vapore, di cui parlano le parole del
brano. Originariamente, Shosholozo veniva
cantato dai lavoratori della Rhodesia che si recavano in treno nel Transvaal per
lavorare nelle miniere; oggi il testo esiste in numerose varianti, e in
generale fa riferimento al Sudafrica anziché alla Rhodesia (una versione tipica
potrebbe essere: Muoviti veloce /
su quelle montagne / treno del Sudafrica).
E' considerato il secondo inno nazionale.
Il presidente sudafricano Nelson Mandela cantava
questa canzone mentre lavorava durante la sua prigionia a Robben Island. Egli
la descriveva come "una canzone che compara la lotta all'apartheid al
movimento di un treno in arrivo" e proseguiva spiegando che "il canto
rendeva il lavoro più leggero".
Tradizionalmente, Shosholoza viene cantato da gruppi di soli uomini che si
alternano secondo uno schema call and response ("chiamata
e risposta"). Molti artisti contemporanei hanno interpretato questo brano
tradizionale: tra gli altri, Ladysmith Black Mambazo, PJ Powers, The Glue, Peter Gabriel e Helmut Lotti (Out of Africa).
Il Testo
Shosholoza
Kule ... Zontaba
Stimela siphume South Africa
Wen'uyabaleka
Wen'uyabaleka
Kule ... Zontaba
Stimela siphume South Africa
Una traduzione approssimativa del
testo e'
Vai avanti
su quelle montagne
treno dal Sud Africa.
Stai correndo via
Stai correndo via
su quelle montagne
treno dal Sud Africa.
Iscriviti a:
Post (Atom)